Quale è l’origine del nome Italia?

Secondo me, piu del 95% delle zappe a miscela a 2 tempi degli italioti, - compreso il 99% dei politici ( altro che zappe ) , incluso l'aiuto cuoco del Presidente della Repubblica Inesistente delle Banane Italiota, non lo sa:

 

Il nome deriva dal vocabolo Italói, termine con il quale i greci designavano i Vituli (o Viteli), una popolazione che abitava nella punta estrema della nostra penisola, la regione a sud dell’odierna Catanzaro, i quali adoravano il simulacro di un vitello (vitulus, in latino). Il nome significa cioè “abitanti della terra dei vitelli”. Fino all’inizio del V secolo avanti Cristo, con Italia si indicò solo la Calabria, in un secondo tempo il nome fu esteso a tutta la parte meridionale del Paese. Dalla Calabria alle Alpi. Nel secolo III, dopo le vittorie riportate dai romani contro i Sanniti e contro Pirro, si estese fino al Magra e al Rubicone. Nel 49 avanti Cristo, quando anche alla Gallia Cisalpina furono concessi i diritti di cittadinanza romana, anche le regioni settentrionali della penisola presero il nome di Italia. Tali confini vennero ulteriormente dilatati con la riforma amministrativa di Augusto (27 dopo Cristo) che li portò a ovest al fiume Varo (presso Nizza) e a est al fiume Arsa, in Istria. 28 GIUGNO 2002   http://www.focus.it/cultura/storia/quale-e-lorigine-del-nome-italia     Questo è il discorso di fine anno dell'aiuto cuoco Sergio Mattarella, in arte, il Presidente della Repubblica Italiota:
http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Discorso&key=215
Mi pare di leggere una delle pubblicazioni di Marco Amleto Belelli, meglio noto come Divino Otelma....
    Indietro tutta, italioti popolo di merda! di Eugenio Orso   L’italica stirpe è ricordo sbiadito che si perde nella notte dei tempi. Santi, poeti e navigatori, vanto d’Italia, centrano come cavoli a merenda con l’attuale panorama umano … ammesso che tale ancora sia.Oggi la penisola è dominata dagli italioti, con la memoria storica della zanzara e le capacità critiche dello scarafaggio (bacolo, a Trieste). Non hanno neppure l’utile radar che consente di volare e di sopravvivere ai pipistrelli, e sono indifesi come larve. L’italiota contemporaneo, in tutta la sua insipienza, è l’ultima frontiera della manipolazione antropologica, della picchiata culturale, dell’azione involutiva di slot, talk-show e cibo-spazzatura. E’ il trionfo dell’eugenetica al contrario. La cosa più sorprendente è che non è stato necessario rompersi le balle come i nazisti, con il programma Aktion T4, le cavie, i laboratori. Un vero miracolo involutivo, realizzato utilizzando spregiudicatamente i media, il lavoro precario e i programmi televisivi per la massa, a dir poco generalisti. Un po’ di droga, di ludopatia, di pacifismo per pecorelle, di junk food a basso valore nutritivo e il gioco è fatto. Il semi-uomo nuovo di zecca, sotto-umano e incredibilmente docile, è pronto e scodellato. Persino il disturbatissimo Nietzsche, secondo il quale la schiavitù dei sotto-uomini era lecita al servizio dell’Übermensch (superuomo), ne sarebbe sbalordito.............   http://pauperclass.myblog.it/2015/03/20/indietro-tutta-italioti-popolo-merda-eugenio-orso/        “Gli immigrati sono una risorsa per Roma”: il sindaco Raggi assomiglia sempre più a Boldrini      

Normale amministrazione da un aiuto cuoco

L'aiuto cuoco in seconda degli italioti, nonchè Kapò della Repubblica delle Banane Italiota,  ha scelto invece una strada tutta in salita, che fissa troppi traguardi: ricostruzione post sisma, appuntamenti internazionali, legge elettorale, per giustificare un governo che cercherà di rimanere inchiodato alla poltrona fino al prossimo autunno, come minimo. Poi magari non andrà così, ma quando sai che a settembre i parlamentari matureranno il diritto alla pensione, un quesito scomodo te la poni. Che strana l'Italia: basta appena una settimana per chiudere in un cassetto il 60% di elettori, derubricandolo a mero incidente di percorso. L'aiuto cuoco in seconda, comunque non potrà dire che la scrofa Gentiloni goda dell'appoggio di una qualunque maggioranza che si formi in base all'esito delle elezioni 2013. Ci si domanda allora come mai — visto il cambio di aria prospettato dal risultato del referendum — non si sia provveduto a chiedere ai soggetti politici che di fatto compongono quel 60% di assumere il ruolo di traghettatori per un governo di scopo, con l'unico obiettivo della legge elettorale. Una legge che potrebbe essere approvata in pochissimo tempo, se si ha la volontà politica di farla a tutela di tutti e non di un solo partito.  Il "contratto sociale", che dovrebbe stare alla base di un qualsiasi governo democratico, è stato stracciato da troppo tempo, e prima ancora che dalla classe politica è stato violato da una certa élite culturale, quella che aspira agli ideali dei grandi filosofi solo quando serve a portare acqua al loro mulino. Sono quelli che una volta gridavano all'infallibilità della sovranità popolare e che ora la disprezzano e la osteggiano. Sono i sedicenti intellettuali che invece di provare a comprendere da dove nasca il malcontento, cercano di metterlo a tacere con le solite accuse di razzismo, complottismo, ignoranza, egoismo, voto di pancia, voto populista, eccetera. Ormai se ne potrebbe fare un elenco da antologia Paramount-iniana, dopo che il copione sui mass media è stato il medesimo per i tre eventi fatidici del 2016: Brexit, Trump, No. 

L'élite culturale italiota ( la cloaca maxima ) ben foraggiata da quella truffo-criminal-finanziaria, pensa sempre di avere in tasca le verità assolute, senza accorgersi che non sono verità buone nemmeno per la gestione di un condominio di Scampia o di una accozaglia di baracche zingare. Fino ad oggi queste élite "politicamente corrette" hanno lanciato, contro tutti i nuovi movimenti antioligarchici, l'anatema del "populismo." Dimostratisi inefficace la scomunica ed i relativi esorcismi, i pennivendoli borghesi rincarano la dose, radicalizzano l'accusa: dal "populismo" siamo già passati al "rossobrunismo". Potremmo dirla in questo modo: dalla satanizzazione del nemico alla sua hitlerizzazione.Tagliando con l'accetta si potrebbe dire che esso è il segno distintivo di quelle correnti ideologiche che teorizzano l'alleanza, il fronte comune, tra i comunisti e una peculiare destra nazionalista contro il comune nemico del capitalismo globale finanziarizzato che vede negli USA il gendarme supremo. Su quali principi, secondo i rossobruni, questa alleanza dovrebbe costituirsi? Sul trinomio: anticapitalismo, nazionalismo e socialismo. Alleanza dove la corrente rossobruna si porrebbe come la cerniera politica tra i due poli del fronte immaginario — nulla a che vedere, quindi, con il fascismo mistico ed esoterico di cui parla a vanvera l'accozzaglia dell'elite scelti dagli italioti.

Qui basti dire, per stare alla cronaca recente, che il rossobrunismo,  oltre ad essere una insidiosa volgarizzazione politica, si è rivelato uno spauracchio costruito ad arte da ben identificati settori dell'intellighentia italiota (in combutta con l'intelligence nostrana), ripresi quindi dalla stampa di regime, anzitutto per isolare quei movimenti rivoluzionari senza colore che essi ritenevano pericolosi.

 Ecco la loro classificazione demonologica: 
- sostieni le resistenze antimperialiste? Sei un potenziale terrorista! 
- denunci il carattere sionista e razzista dello stato israeliano? Sei antisemita! 
- sei contro le élite dominanti: sei populista! 
- sei contro l'Unione europea per la sovranità popolare e nazionale: sei un rossobruno!
Più si avvicina il momento della fine dell'Unione europea più le élite dominanti intensificheranno la loro campagna di avvelenamento ideologico. Per rendere più efficace la mostrizzazione dei nemici Lorsignori metteranno l'elmetto a tutta la mandria di trombettieri (già attivi o in sonno) preferibilmente con immacolato pedigree di sinistra.  E sempre a sinistra Lorsignori attingeranno per arruolare come fanteria ascara i tanti cretini che vi albergano.

PER IL MOMENTO IL CESSO D'ORO È STATO RIPRISTINATO

L’uomo politico italiota , e si parla di uomini e non di maiali che pisciano con la tavoletta abbassata ricoprendola di gocce di urina ed escrementi vari , cui campione massimo è proprio Re Giorgio - la motozappa qualunquista , prima fascio-nazista poi narco-comunista e poi  nazi-comunista - e che tutt'ora dopo oltre 60 anni siede nella cloaca maxima italiota da privilegiato oltre che iperstipendiato per tradire gli italioti , non da invece peso alla questione e una volta fatti i suoi bisogni scarica semplicemente lo sciaquone e ritorna ai suoi loschi affari ..., comprendere perché gli italioti dopo questo referendum-mazzata si sentono così fermamente convinti nel ritenere che la tavoletta vada abbassata.... la tremenda sconfitta della tavoletta del cesso abbassata per 3 a 2 , è per il momento a favore delle esigenze oniriche - citando passaggi del Gabriel Garcia Marquez - degli italioti....., un risveglio passeggero e fuggente di questo popolo di motozappe? 

Che problema sarà mai? Gli italioti avranno si alzato la tavoletta, il problema è che i maiali la abbaseranno di nuovo. 

Come si dice, la speranza è l'ultima a morire.....................

Come da pronostico:

11.12.2016

"Gentiloni convocato da Mattarella per ricevere il mandato a formare il nuovo Governo. Tutto cambia perché nulla cambi. Siamo passati dal Governo del burattino delle lobby al Governo del burattino del burattino delle lobby. Se il Pd pensa si trascinarci a fine legislatura con il quarto esecutivo non scelto dagli elettori, sappia che il 22 gennaio ci troverà in piazza con tutti gli italiani che ancora credono che la sovranità appartiene al popolo e rivendicano il loro diritto a votare e decidere".

Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.

 

Salvini: Gentiloni fotocopia sfigata Renzi, in piazza -

"Incredibile. Domenica scorsa 32 milioni di italiani hanno votato per scegliere la loro Costituzione e la maggioranza ha bocciato Renzi. Oggi il PD, Mattarella e Napolitano si inventano il quarto Premier non eletto da nessuno, la fotocopia sfigata e inutile di Renzi. Questi ci prendono per il c..o! Noi non ci arrendiamo, daremo battaglia a questa cricca. #votosubito".

Così il segretario della Lega Nord Matteo Salvini che conferma la manifestazione di piazza per il 17 e il 18 dicembre prossimi.

 

Di Battista, Renzi mette suo 'avatar', M5S reagirà -

"Dopo la sconfitta al referendum Renzi doveva lasciare la politica e invece è stato lui ad indicare a Mattarella Gentiloni, il suo "avatar", l'ennesimo politicante di professione interessato a far perdere ai cittadini la loro sovranità. Saremo, come sempre, pura partecipazione e nonviolenza, ma reagiremo, il popolo italiano non può essere ancora calpestato!"

Così Alessandro Di Battista del M5S in un post su Facebook.

 

Di Maio, Italia vuole voto, M5S non starà guardare -

"C'è un Paese che vuole votare. I cittadini non vedono l'ora di cambiare l'Italia con il proprio voto. I partiti in queste ore stanno fabbricando l'ennesimo Governo in provetta per continuare a mantenersi i loro mega stipendi, le loro pensioni e i benefit. Noi stiamo con il popolo italiano. Non con questa banda di voltagabbana. Non staremo a guardare".

Così, in un post su facebook, il vice presidente della Camera ed esponente del M5S Luigi Di Maio.

Perché non voglio più essere italiano

di Andrea Canova Se, nella sua famosa lettera, Pier Luigi Celli invitava suo figlio ad andarsene dall’Italia, io sarò più radicale: io non voglio più essere italiano.

Be’, direte: e chi se ne frega? Problema tuo, no? Forse, ma per esserne sicuri credo se ne debba parlare per il semplice fatto che questa mia tesi presuppone una domanda che potrebbe riguardare una platea più ampia: perché dovrei esserlo? Perché dovrei essere italiano? Perché dovresti essere italiano?

Iniziare un discorso da una condizione soggettiva è sempre molto pericoloso. Le possibilità di essere vilipeso, sbeffeggiato, “satirizzato”, “ironizzato” sono altissime, e forse anche legittimamente. Tuttavia, siccome mi è concesso questo privilegio di poter scrivere su questo mezzo, correrò i miei rischi.

Il sociologo francese Pierre Bourdieu, nelle “Meditazioni pascaliane”, consigliava di dichiarare il proprio punto di vista prima di esporre qualunque tesi. Ben detto, ed ecco qua il mio punto di vista: nel mio personale “romanzo di formazione” il concetto di “italianità”, così come quello di “Nazione”, “Patria”, “Identità”, hanno sempre avuto un ruolo marginale se non nullo. Diciamo che il mio trovarmi qui “per caso” ha fatto e fa di me un cittadino formalmente italiano, ma nulla di più. Diciamo che, per utilizzare un termine desueto e che farà irritare molti, mi sono sempre sentito “internazionalista” o, per essere contemporanei, “globalista”, nonché “cosmopolita”. 

Poi, come per ognuno di noi, piano piano si è maturati, cresciuti, si è andati a lavorare, si sono fatte esperienze esistenziali, culturali e, perché no, burocratiche. Insomma, si è vissuto dialogando quotidianamente con la realtà che ci si presentava di fronte, a volte subendola a volte plasmandola. Banale, esperienza comune a tutti noi, certo. La vita, nulla di più, nulla di meno. O forse no, non poi così banale. La vita vissuta in un contesto, la vita vissuta in determinate condizioni oggettive, ossia, nel nostro caso, l’Italia così come si è evoluta e come è cambiata negli anni e che cosa è oggi.

Bene, a me l’Italia di oggi fa letteralmente schifo. Sì, schifo proprio. Consapevolmente schifo, per cui tale consapevolezza non può che farmi trarre le necessarie conseguenze dal mio “romanzo di formazione”: non voglio più essere italiano, per cui chiedo al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di togliermi la cittadinanza italiana, perché io non sono più un italiano.

L’Italia è un paese fondato sui clan, le famiglie, le cordate, il disastro burocratico, l’inefficienza tecnologica, il dissesto idrogeologico, l’obsolescenza delle infrastrutture,  la criminalità organizzata, la truffa politica come questi referendum che faranno la fine della famosa legge sul finanziamento pubblico dei partiti, il non mantenere mai la parola data, l’abbandono delle forze dell’ordine, l’evasione fiscale, il banditismo in ogni settore pubblico e privato, il ricatto, l’estorsione, il pettegolezzo, la distruzione della scuola pubblica in ogni sua forma, l’abbandono dei nostri beni culturali, l’ingessatura del mondo del lavoro, il precariato straccione, un cattolicesimo reazionario, l’inganno agli immigrati, un sindacato ottocentesco, dei partiti (sinistra e destra) impresentabili, vecchi, logori, sfiancati, un nepotismo sfrenato in ogni settore pubblico e privato, e potrei continuare per pagine e pagine.

Bene, se questa è oggi l’Italia io non sono un italiano, mi fa schifo esserlo, me ne vergogno e non lo voglio più essere e chiedo a ognuno di voi perché vuole essere italiano, non perché lo è “per caso”. Perché oggi, nelle condizioni date dell’Italia contemporanea, un cittadino italiano vuole continuare a definirsi tale? 
Spiegatemelo.   http://www.24emilia.com/Sezione.jsp?idSezione=25914